Attacchi di panico

Attacchi di panico

Gli attacchi di panico, se si presentano con una certa frequenza, possono sfociare in un DAP e cioè Disturbo da Attacchi di Panico, che rientra nella categoria dei disturbi d’ansia. Colpisce in prevalenza i giovani tra i 18 e i 25 anni. I sintomi si manifestano da un momento all’altro, senza preavviso. Si sta facendo shopping, oppure si è sdraiati nel letto prima di addormentarsi o nel bel mezzo della notte, al ristorante o a casa di amici. Improvvisamente iniziano gli attacchi di panico: il cuore comincia a battere più forte, aumenta la frequenza cardiaca, cominciano a sudare le mani, il respiro si fa affannoso e cominciamo a preoccuparci di cosa sta succedendo. Dolore toracico, sensazione di soffocamento, tutto velocemente converge verso un picco di ansia. Fortunatamente è tanto spaventoso quanto breve, generalmente non dura più di 15 o 20 minuti. Una volta superata la crisi rimane però uno strascico psicologico che lo rende ancora più temibile poiché si instilla la paura di tornare ad averne ancora.

crisi di panico

Crisi di panico

Una predisposizione genetica talvolta aiuta la manifestazione dei sintomi. Le cause sono spesso di natura psicologica, e riguardano la storia personale della persona colpita. Un fattore di rischio è il livello di distress, lo stress cattivo, che l’individuo accumula nella quotidianità. Spesso un fattore scatenante è la stessa preoccupazione per la propria salute che si avviluppa su se stessa andando a costituire un terreno fertile per l’innescarsi della crisi di panico.

Altre volte le cause sono situazionali, eventi spiacevoli riguardanti la sfera affettiva come separazioni o divorzi, lutti o perdita di persone care, o difficoltà professionali o di lavoro come licenziamenti o riduzione del guadagno.

Quando non prendiamo in considerazione il disagio e non lo affrontiamo le cause continuano a minare l’equilibrio psichico fino a che la crisi si rimanifesterà ancora più forte.

Attacchi di panico sintomi

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM-5) l’attacco di panico dovrebbe comprendere la presenza di almeno 4 fra i seguenti sintomi che devono raggiungere il picco d’intensità in 10 minuti: Palpitazioni, Sudorazione, Tremori, dispnea, Sensazioni d’asfissia, Dolore al petto, Nausea o disturbi addominali, Sensazione d’Instabilità e Sbandamento, Derealizzazione (la realtà esterna appare strana ed irreale) o Depersonalizzazione (avere la sensazione di essere staccati dal corpo), Sensazione di perdere il controllo, impazzire o morire, Parestesie (ad esempio avvertire formicolii), brividi o vampate di calore.

L’attacco di  panico può essere semplicemente un episodio. Quando invece gli attacchi di panico sono frequenti allora siamo alla presenza di un vero e proprio Disturbo da Attacchi d Panico. 

Secondo il DSM-5 per diagnosticare il DAP devono essere presenti le seguenti caratteristiche: 

  • Attacchi di panico ricorrenti: almeno un attacco di panico è stato seguito da almeno un mese con uno tra i seguenti sintomi tra preoccupazione persistente di avere altri attacchi, preoccupazione relativa alle possibili conseguenze dell’attacco, significativa alterazione del comportamento in relazione agli attacchi di panico.
  • Presenza o assenza di Agorafobia (paura degli spazi aperti): gli attacchi di panico non devono essere causati dagli effetti fisiologici diretti di una sostanza o di una condizione medica generale e non devono essere meglio giustificati da un altro disturbo psicologico come ad esempio la fobia sociale.

Attacchi di panico notturni

Gli attacchi di panico notturni presentano alcune caratteristiche proprie. Sappiamo che l’irrompere della crisi di giorno è sconcertante e impressionante. Quando invece questo avviene durante il sonno è ancora più traumatizzante, poiché ci si sveglia di soprassalto in uno stato critico con la totale impressione di essere in balia di forze sconosciute e irrazionali.

Non stiamo parlando di incubi notturni. Questi generano comunque un ricordo del sogno, mentre l’attacco di panico emerge, sembra, dal nulla più assoluto e la condizione di ansia permane per lungo tempo, influenzando la persona nella sua qualità di sonno e di rilassamento.

Quando si avvicina l’ora dell’addormentamento ci si sente strani, a disagio, agitati. E questo dura a volte delle ore fino a quando si cede al sonno. Il giorno seguente ci si chiede come sarà la prossima notte e così via aumentando l’ansia.

Gli attacchi di panico sono un campanello d’allarme. Il nostro corpo e la psiche sono sensati e danno risposte intelligenti. Significa che qualcosa che non stiamo prendendo in esame nella nostra vita non va bene. È un grido d’allarme del subconscio che vuole attenzione.

Attacchi di panico cosa fare

La migliore considerazione che si può fare a fronte di un disturbo da attacchi di panico è essere fiduciosi nel fatto che si può debellare rivolgendosi ad uno psicoterapeuta specialista né più e ne meno come quando si ha male ad un dente e se si va dal dentista il problema viene risolto. Ci sono trattamenti psicoterapici, che hanno ampiamente dimostrato l’efficacia, che consistono nella comprensione del problema e nella condivisione di obiettivi terapeutici concreti e verificabili.

Alcune tecniche si sono rivelate di grande aiuto come le tecniche di respirazione, di autoconsapevolezza come il mindfulness o lo yoga, ottimo anche il Pilates che lavora sulla consapevolezza energetica; oppure in caso di eventi scatenanti post traumatici bene l’EMDR, l’ipnosi clinica e alcuni esercizi di PNL.

Le benzodiazapine e gli antidepressivi possono arginare momentaneamente, ma oltre a non essere risolutivi spesso possono far insorgere problemi di dipendenza e, in caso di interruzione della somministrazione, sintomi di astinenza.

Bene, come coadiuvanti, fitoterapici, oligoterapici e gemmoterapia.

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