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Bambini insicuri

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I bambini insicuri vivono paure, preoccupazioni e timori che vanno ad interferire con le usuali attività quotidiane. Secondo alcune delle teorie psicologiche più largamente accettate, il senso di sicurezza nelle proprie capacità è determinato da tre fattori:

  • autostima;
  • autoefficacia;
  • autoefficienza.

Cosa sono? Per autostima si intende la percezione di sé, quindi la modalità in cui il bambino vede sé stesso in relazione al mondo e agli altri. L’autoefficacia riguarda il modo di valutare la propria capacità di portare a termine compiti adeguati alla propria età, ossia che la maggior parte dei coetanei porta a termine in modo adeguato. L’autoefficienza è l’aspetto più difficile da comprendere perché sembra simile a quello precedente, quando in realtà si tratta di qualcosa di molto diverso. L’autoefficienza, infatti, riguarda la percezione che il bambino ha rispetto alle proprie capacità di affrontare le situazioni uscendone nel modo migliore possibile.

Davanti a richieste adeguate per il livello di sviluppo individuale i bambini insicuri percepiscono il compito come eccessivamente difficile, impossibile da risolvere o risolvibile solo con l’aiuto di qualcuno.

Tra i vari rimedi possibili, alcuni sport facilitano il consolidamento della fiducia in sé del bambino insicuro. Affinché lo sport risulti un elemento di supporto alla crescita interiore del bambino, questo deve creare con il bambino l’alchimia perfetta tra richieste e aspettative, vittorie e sfide, socializzazione e definizione dell’identità.

Sport per bambini insicuri

Secondo la mia esperienza di psicologa, scegliere lo sport più adatto al singolo bambino è un’operazione molto delicata: è consigliabile non assecondare mai i propri desideri di genitore, ma guardare le cose dal punto di vista del bambino. Nel fare questo, bisogna osservare attentamente le sue reazioni quando è in relazione con il personale sportivo (coach e allenatori). La prima e più importante regola è che il bambino deve sentirsi a proprio agio con le figure di riferimento dell’attività sportiva.

Ecco alcuni sport consigliati per aiutare i bambini insicuri nello sviluppare il proprio carattere.

Il Rugby

Secondo l’inchiesta di De Cilia nel suo famoso libro “Pedagogia della palla ovale” questo sport favorisce lo sviluppo motorio, il rispetto per gli altri e per le regole, la complicità tra coetanei, la competitività sana, il senso di appartenenza ad un gruppo e la autostima. In questo sport tutti giocano, la vittoria è identificata con il buon gioco e non con il risultato finale, è adatto a maschi e femmine e si fonda sul profondo rispetto di sé, dei compagni, degli adulti e degli avversari. Con il Terzo Tempo si stempera la tensione della gara trasformando sconfitta o vittoria in un momento di socializzazione.

Il Triathlon

Triathlon

Come espresso da Marco Comotto, vice presidente Fitri, il triathlon è divertimento, salute e natura, sviluppo fisico, autonomia, disciplina e rispetto delle regole, favorisce le relazione perché indipendentemente dall’esito della gara si fa tutti parte del popolo dei triathleti. Questo sport, impegnativo, che richiede negli allenamenti e durante le competizioni di svolgere attività multidisciplinari (nuoto, ciclismo, corsa) chiede ai suoi atleti di superare i propri limiti. Ad esempio a 6 anni i bambini in autonomia devono preparare le proprie posizioni di cambio dove togliere le scarpe, mettersi la cuffia, ri-indossare le scarpe. Imparano che la cosa importante è fare un pochino meglio della volta precedente rinforzando la il senso di sicurezza in sé stessi. Vengono messi alla prova con percorsi sempre nuovi come nuoto in piscina, lago e mare o corsa in pista, strada o campo. Questo sport premia l’averci provato fino alla fine ed è ciò che serve ad un bambino insicuro per rafforzare la fiducia in sé.

Le Arti Marziali

Le arti marziali per bambini insegnano la disciplina, l’autonomia e l’autocontrollo. Grazie ad un profondo lavoro che impegna corpo e mente, risultano un ottimo strumento per consolidare l’autostima di bambini insicuri. Ai bambini viene chiesto di superare i propri limiti, nel rispetto delle predisposizioni personali. Ad ogni traguardo viene riconosciuto un avanzamento di livello che risulta essere fondamentale per i bambini insicuri in quanto segno tangibile delle proprie vittorie personali. È un ottimo sport per bambini insicuri perché imparano che con l’impegno, la disciplina, la concentrazione e il controllo possono superare situazioni che in prima battuta sembrava impossibili da affrontare.

Bambini insicuri come aiutarli

Per aiutare i bambini insicuri a recuperare fiducia nelle proprie capacità di affrontare le situazioni che si presentano davanti a loro è necessario riconoscere e accettare le loro insicurezze. Non si devono minimizzare le preoccupazioni ma si deve sostenere il bambino aiutandolo a scomporre la situazione in step meno complessi. È consigliabile inoltre proporre attività che siano al limite delle capacità del bambino ma che non siano troppo oltre i suoi limiti, ma nemmeno troppo sotto.

Far vincere sempre il bambino ai giochi in scatola, a carte, ai video game multigiocatore o ai giochi sportivi svilisce il bambino che nel corso della crescita impara a non accettare le sconfitte.

5 consigli per il bambino insicuro

  1. Accettare le insicurezze senza giudizio e senza minimizzare evitando, però, di assecondare eccessivamente le limitazioni che queste impongono alla vita del bambino;
  2. Proporre momenti di condivisione nei quali svolgere attività adeguate al livello di sviluppo del bambino aiutandolo nell’esecuzione solo fornendo piccoli indizi chiari e senza frenesia rispettando i suoi personali tempi;
  3. Enfatizzare, con elogi e commenti positivi, tutte le volte che il bambino supera una situazione che in principio risultava difficile da superare;
  4. Sostenere emotivamente, con commenti di elogio per l’impegno e di incitazione e positività nel caso di mal riuscita del compito;
  5. Aiutare il bambino insicuro a sviluppare la capacità di autovalutazione chiedendo di eseguire un compito mai fatto prima  come riordinare la camera, apparecchiare la tavola, pagare e controllare il resto, e altro. Al termine chiedere quali difficoltà ha incontrato e enfatizzare il modo in cui è riuscita a risolve la situazione.

Mettere al mondo un bambino, vederlo crescere ed insegnargli a rapportarsi con il mondo nel modo più corretto possibile è certamente uno dei lavori più difficili

Fabiola M. Comotti

Fabiola M. Comotti – Sono una psicologa clinica con esperienza in genitorialità, adolescenza, comunicazione conflittuale, relazioni e dipendenza dalla tecnologia. Oltre all’attività on-line, organizzo incontri individuali o di gruppo in ambienti naturali, ispirati alle teorie dell’ecopsicologia, e percorsi di pet-therapy coadiuvati dal cane.

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