Blog di Psikea

Burnout

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Burnout è usato per definire una degenerazione dello stato emotivo. Capita generalmente alle persone impiegate nei rapporti con il pubblico o nelle professioni di aiuto sociale dette anche “helping profession”, ossia professioni nelle quali il rapporto con l’utente/cliente/paziente ha un’importanza centrale in termini di significato e di lavoro in sé.

Il termine burnout compare nel 1974 per la prima volta e si riferisce ad alcuni lavoratori volontari di un ospedale americano, per indicare un complesso di sintomi, come il logoramento, l’esaurimento e la depressione.

La sindrome del burnout, che letteralmente in italiano si traduce con il termine “bruciato” si può definire come una sindrome di esaurimento emotivo, depersonalizzazione e ridotta realizzazione personale che può essere evidenziata attraverso un test specifico denominato Maslach Burnout Inventory, dove viene “misurato”, in base alle risposte fornite, tre componenti diverse del Burnout che emergono progressivamente.

Sindrome da burnout

Frequentemente si è incorso nell’errore di confondere burnout con frustrazione, cioè si sono considerati come dei sinonimi, ma 1982 Edelwin e Brodskj hanno specificato che la frustrazione non è il Burnout. Il Burnout significa apatia.

Come evidenziato da L. De Marco in” Stress e burnout: profili giuridici”, la prima fase è l’esaurimento emotivo, cioè la sensazione di essere sentito emotivamente ed esaurito dal proprio lavoro e corrisponde a una sensazione dell’individuo di perdita delle proprie energie e risorse.

La seconda dimensione attiene alla spersonalizzazione, caratterizzata dalla risposta fredda ed impersonale nei confronti della propria utenza e produce un atteggiamento di distacco, cinismo, ostilità.

Mentre la terza componente è il sentimento di frustrazione che corrisponde al crollo dell’autostima, alla percezione di inadeguatezza nello svolgimento del proprio ruolo.

Vi è poi una quarta componente del burnout consistente nella perdita della capacità di controllo rispetto alla propria attività professionale, che conduce ad una errata attribuzione di valenza alla sfera lavorativa.

Lo stesso autore sottolinea che alla base del Burnout vi siano fattori soggettivi ed oggettivi, poiché non tutti coloro che lavorano in uno stesso ambiente sviluppano la sindrome, la quale dipende dalla personalità degli individui e dalla loro resistenza allo stress e alle frustrazioni. Quanto ai fattori ambientali ed organizzativi, influiscono in particolare l’eccesso di lavoro, la mancanza di controllo, le ricompense insufficienti, la mancanza di equità, il crollo del senso di appartenenza, il conflitto di valori.

Consigli sindrome da burnout

Non esistono soluzioni rapide e facili al problema del burnout. Ogni persona colpita da burnout deve cercare di risolvere il suo problema considerando questa sindrome nel suo insieme ed operando a vari livelli.

I vari livelli interessanti sono quelli individuali, quelli sociali e quelli istituzionali. Tale complessità fa si che la migliore cosa da fare sia farsi seguire da un professionista psicologo psicoterapeuta e sottoporsi all’apposito test di valutazione.

Le azioni a livello individuale sono quelle che l’individuo intraprendere da solo. Il modo per migliorare il lavoro è quello di cercare di amministrare le forze a disposizione esempio ritagliandosi nel lavoro delle pause, che non devono essere una fuga per evitare il contatto con l’agente stressante che in questo caso può essere l’utente ma devono essere pause per riprendere fiato emotivamente, cercando di rilassarsi. È una buona prassi prendersi dei periodi in vacanza per staccarsi dal lavoro interrompendo così la routine lavorativa.

Per favorire il benessere psicologico si devono trovare una serie di strategie che evidenzino determinate situazioni positive per l’operatore. Occorre cercare, per esempio, il lato positivo che c’è nel contatto con gli altri, e non guardare sempre la negatività della relazione d’aiuto, mettendo in risalto sui problemi. Si possono ricercare feedback positivi E chiedere all’utente se il lavoro svolto e soddisfacente e se trae un miglioramento da un certo tipo di assistenza. E importante cercare di comunicare alla gente che complimentarsi e giusto quanto criticare.

Le azioni a livello sociale riguardano il miglioramento della comunicazione interpersonale. I rapporti instaurati con i colleghi aiutano ad affrontare da burnout. Migliorare la relazione lavorativa significa ridurre lo stress. Inoltre i colleghi possono essere un sostegno emozionale, poiché è possibile condividere con loro ciò che accade e grazie a loro è possibile paragonare le reazioni per ricercare una soluzione ai problemi.

Le azioni a livello istituzionale possono riguardare quattro aspetti:

● Lavorare per obiettivi e piani

● Partecipare alle decisioni

● Strutturare i compiti e mansioni

● Predisporre un sistema di monitoraggio periodico.

Redazione Psikea

Appassionati di conoscenza, che pratichiamo a mani nude, dalla comoda poltrona della psicologia; amanti delle soluzioni pratiche, dei nuovi paradigmi scientifici e delle piadine, pur non essendo romagnoli di origine.

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo sui social!

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inizia a migliorare
la tua vita!

Articoli correlati

Questo sito utilizza i cookies per assicurarti una migliore esperienza di utilizzo.