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Concentrazione

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Concentrazione, nel vocabolario della Treccani, significa far affluire o convergere in un punto o in una zona ristretta più cose o elementi della stessa natura allo scopo di riunire ciò che prima era disperso o diffuso, o per ottenere un determinato effetto. Nello specifico la concentrazione mentale è l’atto di concentrarsi, l’attività di fissare con intensità il pensiero su un oggetto.

La capacità di fissare con intensità il nostro pensiero su un oggetto particolare, contrariamente a quanto normalmente si pensa, non è una capacità del tutto innata, ma occorre esercitarla per renderla efficace.

La nostra mente, come dicono gli orientali, è un po’ come una scimmia allo stato brado che salta da un ramo all’altro. In una persona normale la sua mente è al 90% fuori controllo. Pensiamo di pensare, ma il più delle volte siamo pensati dei nostri pensieri. Questo significa che i pensieri compaiono nella nostra mente aldilà della nostra volontà, anzi, spesso accade che pensiamo pensieri che non vogliamo avere, come i brutti pensieri, i pensieri invalidanti, i pensieri depotenzianti, i pensieri che ci fanno male e che sono tossici per la nostra salute mentale.

Ogni stato mentale è composto da un insieme di proprietà, chiamate fattori mentali, che si combinano per caratterizzarlo e definirlo: tutto ciò che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato.

Come concentrarsi

A mio avviso ci sono due fattori fondamentali per realizzare con successo un piccolo training di concentrazione.

  • Il primo fattore è l’esecuzione, che anche se di pochi minuti, deve essere fatta con attenzione e finalizzata all’obiettivo da raggiungere.
  • Il secondo fattore riguarda il potere della ripetizione: gli esercizi vanno ripetuti ogni giorno anche se solo per cinque minuti; come ogni allenamento che si rispetti più viene ripetuto più è efficace.

Le Micromeditazioni

Come già introdotto nell’articolo riguardante la pratica della micromeditazione, un ottimo esercizio che va ripetuto inizialmente quanto più possibile, consiste nel porre attenzione a 4 livelli dell’essere: il corpo, le emozioni, i pensieri, il respiro.

  1. Immaginiamo di effettuare un rapido “scanner” e di prendere consapevolezza dello stato fisico dalla testa ai piedi: ci domandiamo se i muscoli del cuoio capelluto sono rilassati o tesi, i muscoli della fronte, degli occhi, delle guance, se la mandibola è rilassata, il collo, la nuca, le spalle, le braccia, gli avambracci, le mani, le dita delle mani, il petto, la schiena, i glutei, gli sfinteri, le cosce, i polpacci, le caviglie, i piedi, le dita dei piedi. Non dobbiamo necessariamente modificare lo stato, ma solamente divenirne coscienti.
  2. Quali sono le mie emozioni in questo istante? Sono triste? In apprensione? Sono tranquillo e calmo? Provo gioia ed entusiasmo?
  3. Quali sono i miei pensieri in questo momento?
  4. Come è il mio respiro? Lungo o corto? Lento o veloce?

Questo processo all’inizio durerà circa due minuti, ma col tempo si velocizzerà e diventerà quasi automatico centrarsi sul “qui ed ora” in pochi secondi; inoltre diventerà un’abitudine essere presenti a sé stessi, proprio come se fossimo in un perenne stato meditativo, una sorta di “meditazione in azione” per trovare il proprio centro emozionale di quiete, cioè essere nell’occhio del ciclone dove tutto è tranquillo; dirigere la propria energia solo in ciò che vogliamo.

“Se mantieni la calma mentre tutti intorno a te hanno perso la testa, probabilmente non hai capito qual è il problema!”

Woody Allen

Come concentrarsi nello studio

A tutti è capitato di dover leggere o studiare un libro e di ritrovarsi a fine pagina senza ricordare nulla di ciò che si è letto. Oppure sarà capitato di dover fare una ricerca su Internet con un obiettivo ben preciso e dopo due ore accorgersi di aver navigato nei tempestosi mari del Web senza meta alcuna e tantomeno aver raggiunto l’obiettivo prefisso.

Alcune tra le motivazioni più diffuse di questa mancanza di concentrazione sono:

  • Distress, il cattivo stress che innesca reazioni biologiche e mentali nocive;
  • Distrazioni ambientali, che avvengono quando ci manca un posto tranquillo e silenzioso
  • Frequenti interruzioni dovute a parenti o amici oppure, più frequentemente, a sms, notifiche e email, whatsapp e altre cose simili che spuntano come funghi nel momento in cui noi tentiamo di isolarci. Per questo problema è una soluzione interessante mettere il proprio cellulare in modalità aereo.
  • Mancanza di vitamine e minerali, ottimo prendere qualche integratore soprattutto vitamina B.

Tuttavia, a mio parere, la principale motivazione per la mancanza di concentrazione è proprio l’abitudine a lasciar andare la mente dove vuole senza sapere come fare a imbrigliarla e concentrarla dove vogliamo.
Come ricordo spesso, quando la barca a vela è in mezzo alla tempesta dobbiamo semplicemente cercare di portare a casa la pelle, mentre il momento della manutenzione della barca a vela è quando c’è una bella giornata e la barca è comodamente attraccata nel porto. Dunque per essere efficaci nell’atto di concentrarsi, occorre effettuare un training prima di averne bisogno.

Come concentrarsi al lavoro

Portare a termine il lavoro in maniera soddisfacente è una sfida importante e gratificante. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno di una certa dose di volontà, capacità, desiderio di raggiungere l’obiettivo, applicarsi efficacemente. Il reagente di questa formula, il lievito di questo impasto, l’alcool di questo cocktail è proprio la concentrazione.

Il successo è il risultato di determinati stati d’animo mentali o di certi atteggiamenti del pensiero. Questi stati d’animo possono essere controllati o trasformati in volontà. Il potere del pensiero è una forza che non ti abbandonerà mai e ti sosterrà fino alla raggiunta perfezione. Tu puoi scegliere se dirigere questa forza per migliorarti oppure per ostacolarti nel tuo cammino. Sappi che le barriere che rallentano la tua evoluzione sono dentro di te e si chiamano “ignoranza”, “pigrizia” e “sfiducia”.

Se vuoi diventare Re del tuo Regno devi imparare a concentrarti ed a controllare tutte le creazioni mentali che a loro volta determinano il tuo ambiente fisico circostante.

Che cosa limita la capacità di concentrarsi? Oltre a quanto già sopra descritto aggiungo qualche altro punto.

Contrariamente a quanto si pensa un consumo eccessivo di caffeina limitata la concentrazione. Fino al due o tre tazzine di caffè l’organismo risponde con una efficienza buona, ma oltre inficia la concentrazione.

“Mens sana in corpore sano” funziona alla grande nel caso del miglioramento nella concentrazione. Effettuare movimento fisico costante è la base per mantenere una mente responsiva e brillante. Una tecnica che io propongo spesso è camminare ponendo attenzione ai particolari interni ed esterni e respirare liberamente e profondamente. In particolare interni riguardano il porre attenzione via via alla gamba che si muove, al piede che si appoggia per terra, al movimento del braccio, alla postura, allo stato d’animo, ai pensieri. Per particolari esterni intendo ciò che ci circonda, osservandone i particolari come il colore del cielo, la forma delle nuvole, il profumo nell’aria, la sensazione della temperatura sulla pelle, del sole o dell’aria fresca.

Aumentare la concentrazione

Per mantenere una condizione fisica accettabile dobbiamo tenere il movimento i muscoli, nello stesso modo se vogliamo aumentare la concentrazione dobbiamo allenarci costantemente e quotidianamente.
Una fantastica tecnica per migliorare la concentrazione è la meditazione. Dobbiamo imparare a meditare e dobbiamo farlo tutti giorni.
Se vuoi sviluppare la capacità di concentrazione di un vero e proprio un guerriero ti suggerisco il seguente training mentale di micromeditazioni da effettuare ogni giorno.

  1. Prendo consapevolezza di me: ascolto il mio corpo fisico, ascolto gli organi interni, pongo l’attenzione sul battito del cuore, cerco di ascoltare i flussi circolatori come il sangue che scorre nelle arterie e nelle mie vene, il sistema linfatico, i liquidi che circolano nel mio corpo, il cibo che ho ingerito e che viene metabolizzato. Pongo l’attenzione sulla sensazione del peso che preme sulle piante dei piedi se sono in piedi o sulle cosce e sulle natiche se sono seduto, pongo all’attenzione ai miei pensieri, alle mie emozioni, al mio respiro.
  2. Sono perfettamente cosciente della mia energia: percepisco i flussi energetici del mio corpo, qualunque sia l’apparenza del mio corpo, al di là del mio aspetto, c’è un intenso campo energetico di vitalità con il quale è importante che io rimanga connesso; percepisco le sensazioni e i formicolii che questa energia produce il mio corpo. Percepisco come il mio campo energetico interagisce con altri campi energetici presenti nel mio ambiente come ad esempio le piante o le altre persone.
  3. Mi apro alla consapevolezza dell’ambiente: percepisco l’energia dell’ambiente in cui vivo, percepisco la temperatura, sono consapevole delle sensazioni che sto provando, percepisco un rumore e suoni, percepisco profumi e odori, osservo l’ambiente circostante in ogni suo più piccolo dettaglio.

Mancanza di concentrazione

Non c’è nemico più grande della concentrazione della pigrizia. Quando la volontà è carente subentra uno stato di anarchia nella nostra mente che ci impedisce di realizzare dal più piccolo progetto al più ambizioso dei propositi.

Tuttavia qualche volta non è puramente una questione di pigrizia, bensì una malattia vera e propria: potrebbe trattarsi di una depressione più o meno lieve, potrebbe trattarsi di ansia o di stress, potrebbero essere una carenza di oligoelementi o di nutrienti; potrebbe trattarsi intossicazione da metalli pesanti come Mercurio, cromo esavalente, e altri. In prima battuta dovremmo effettuare degli esami che escludono motivazioni fisiologiche.

In seconda battuta potremmo rivolgerci a psicologi o psicoterapeuti per risolvere cause psicologiche o mentali: in tal senso Psikea mette a disposizione di ognuno una videochat sicura dove contattare online, dalla privacy di casa propria, psicologi professionisti.

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Redazione Psikea

Appassionati di conoscenza, che pratichiamo a mani nude, dalla comoda poltrona della psicologia; amanti delle soluzioni pratiche, dei nuovi paradigmi scientifici e delle piadine, pur non essendo romagnoli di origine.

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